Quella terribile scossa alle 3.33 del 6 aprile 2009 causò la morte di centinaia di persone ferendo gravemente la città dell’Aquila ed i territori circostanti .
Dopo 13 anni è giusto ricordare quei terribili momenti di panico, sconforto e morte.
Questo triste evento dopo tanti anni deve rimanere esperienza anche per il futuro affinchè simili situazioni non accadano mai più.
E’ importante ricordare quell’avvertimento di Giancarlo Giuliani (sismologo) che alcuni giorni primi aveva presunto quella terribile scossa. grazie ai suoi studi condotti in tanti anni di esperienza, ora il sismologo Giuliani è deceduto e ha lasciato ai posteri tante preziose informazioni e teorie che auspichiamo possano essere utili agli attuali esperti.
La descrizione dell’evento sismico
Nella notte del 6 aprile 2009 un sisma di 5.8 gradi della scala Richter, preceduto da una serie di scosse – lo sciame sismico – iniziate nel dicembre 2008, sorprende nel sonno L’Aquila: è uno dei terremoti più disastrosi che abbiano mai colpito l’Italia. Il bilancio è stato di 309 morti, centinaia di feriti e decine di migliaia di sfollati.
Considerando i danni e le vittime il sisma è stato fra i più distruttivi in Italia in epoca contemporanea, insieme a quello di Messina del 1908, al terremoto di Avezzano del 1915, a quello del Friuli del 1976 e al terremoto dell’Irpinia del 1980
Il sisma causò notevoli danni al patrimonio storico e artistico dell’Aquila e dei comuni limitrofi: tutte le chiese (oltre un centinaio), a partire dalle più importanti basiliche, furono dichiarate immediatamente inagibili per lesioni o crolli importanti, oltre a diversi palazzi storici nel centro del capoluogo
La terra non ha smesso di tremare nemmeno nei giorni successivi al 6 aprile: nelle 48 ore dopo la scossa principale, si sono registrate altre 256 scosse, delle quali più di 150 il 7 aprile. Tre eventi di magnitudo superiore a 5,0 sono avvenuti il 6, il 7 e il 9 aprile
Circa 70mila gli sfollati immediati, di cui 13mila studenti universitari fuori sede. La frazione est della città, Onna, venne praticamente rasa al suolo
Tra i simboli della tragedia la Casa dello studente, residenza universitaria dell’ateneo dell’Aquila, dove persero la vita otto giovani. L’edificio fu poi demolito
Per il crollo della Casa dello studente ci sono state delle condanne definitive per coloro che avevano curato nel 2000 la ristrutturazione dell’immobile e per il presidente della Commissione di collaudo. Tra le motivazioni della Cassazione: l’edificio era stato totalmente, e pericolosamente, modificato rispetto al progetto originario e alla iniziale destinazione d’uso
Lo sciame sismico è continuato anche dopo il 6 aprile: la sequenza è finita nell’aprile del 2012, dopo più di 19.800 scosse in poco più di tre anni, come spiega l’Ingv.
Onna è stato uno dei paesi più colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 con il maggior numero di vittime, 40. La maggior parte degli edifici del paese crollarono e quelli rimasti in piedi subirono comunque danni gravissimi
Nelle fasi immediatamente successive al terremoto il governo (guidato da Silvio Berlusconi) approvò un decreto che stabiliva lo stato di emergenza nazionale e attribuiva la qualifica di Commissario per l’emergenza a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile
A Pasqua fu approvato il decreto Abruzzo, con norme che prevedevano la sospensione del pagamento dei tributi da parte della popolazione colpita, così come la sospensione per alcuni mesi del pagamento delle utenze. Destinati anche 70 milioni di euro di aiuti immediati e contributi per le singole famiglie
Il 10 aprile si tennero i funerali di stato per 205 delle oltre 300 vittime accertate, a Coppito dell’Aquila alla presenza di 1.600 familiari e 5.000 persone. I funerali furono officiati dal segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone e dal vescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari
Ai funerali di Stato erano presenti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, e membri dell’opposizione