Giovedì 5 agosto si è svolta di nuovo la misurazione del deflusso minimo vitale del fiume Topino al consueto ponte sulla strada che da Foligno va a Bevagna.
Il ponte in cui avvengono le misurazioni del fiume da parte di Legambiente si trova ancora sul territorio del Comune di Foligno ed è censito dalla regione per il quale la stessa prevede una quantità minima di acqua di 790 litri al secondo.
Le misurazioni di Legambiente sono iniziate dal 2019, ma la regione dovrebbe controllare costantemente il livello del fiume grazie ad apparecchi elettronici istallati sul ponte.
Il risultato della misurazione è di 422 litri al secondo, quindi appena sopra la metà del livello stabilito come minimo rispetto alla vita del fiume. Tradotto: il fiume muore, come ogni estate, nonostante le copiose piogge di questi due anni e nonostante gli affluenti e le sorgenti siano di conseguenza tutte in buono stato, detto anche da parte degli enti con competenza ambientale. Lo scorso anno i valori erano ancora peggiori, ma il periodo caldo e siccitoso dell’anno non è finito e potrebbe durare ancora a lungo.
Dove sono i problemi e cosa si potrebbe fare?
Innanzitutto è importante sapere quanta acqua viene presa per alimentare l’acquedotto perugino che porta l’acqua a 7 dei principali Comuni dell’Umbria centrale tra cui Perugia appunto, ma anche Bastia e Assisi. Altra cosa molto importante per salvaguardare il fiume sarebbe finalmente il funzionamento di quel che resta dell’invaso di Acciano, ricordiamo costruito proprio come contrappeso rispetto all’acqua destinata ai Comuni ai fini potabili. La diga ci è stato risposto è in collaudo dallo scorso maggio 2020 ma ancora non si hanno riscontri in merito, paradosso il piccolo invaso è piano (come in foto) ma il fiume è vuoto.
Poi si dovrebbero ridurre gli sprechi, soprattutto in agricoltura, in presenza di un fiume così al minimo si dovrebbero rivedere le concessioni e studiare metodi e impiantare colture che impieghino meno acqua e soprattutto riducano uno spreco che è insostenibile per i tempi che viviamo.